
Il viaggio verso Dublino è estremamente rilassante, metto su le mie inseparabili cuffie e lascio che la musica mi accompagni attraverso la vastità della campagna irlandese tutta intorno. Due ore e 20 minuti dopo arriviamo a destinazione, saltiamo su un taxi (bentrovato euro!) e ci facciamo portare al nostro hotel: Il Central in Exchequer Street, anch’esso in posizione perfettamente strategica a due passi dal quartiere Temple Bar. Dublino in realtà la conosciamo già, questa è la terza volta che andiamo per cui possiamo concederci di fare tutto con calma.. Mettiamo giù le valigie, una rinfrescata veloce e ci fiondiamo dritti al Tempio. C’è un motivo per cui questo bar è diventato forse il più famoso d’Europa, ed è l’atmosfera che vi si respira. ONE LOVE, ONE LIFE, ONE PLACE: THE TEMPLE BAR.. così, ricordando in parte una celebre canzone degli U2 che a Dublino deve i suoi natali, recita lo striscione all’ingresso del bar. Dentro è sempre tutta una festa, la musica tradizionale prosegue senza sosta passando da un gruppo all’altro, trovare anche solo uno sgabello libero è sempre un’impresa. Il Temple comunque non è l’unico posto in cui rifugiarsi, tutto il quartiere infatti è una sequenza infinita di pub in cui i dubliners una volta finito di lavorare si ritrovano e se la godono fino a sera tra una pinta e l’altra. Una menzione speciale va al Oliver St. John Gogarty, un pub che non può assolutamente mancare dalla vostra lista e che rimane decisamente tra i miei preferiti. Arriviamo lì verso le 21 subito dopo aver cenato, e troviamo come anche le altre volte il duo composto da John e Steven che ci fanno ballare e battere le mani fino a tarda sera con la loro musica tradizionale.. Banjo violino e chitarra non mi sono mai sembrati così perfetti insieme come quando sono loro a dargli vita! Ecco quello che più amo di questa città: la gente e la sua incontenibile allegria. Ma Dublino non è solo musica e divertimento.. Come i cugini del nord anche i cittadini di questa città possono infatti contare su di un grande bagaglio storico, un passato importante e determinante per la loro identità di nazione che li rende tutt’oggi fieri di quello che la storia gli ha lasciato. Anche qui il mio consiglio è di affidarsi ad un CitySightSeeing per avere la possibilità di immagazzinare quante più cose possibili sulla storia estremamente affascinante dentro la quale vi state immergendo. Come già detto prima noi stavolta abbiamo preso tutto con calma risparmiandoci un altro tour de force, ma per quanti di voi dovessero approcciarsi per la prima volta a questa splendida città, ecco gli imperdibili:

Guinnes Storehouse.. Fabbrica di una delle più celebri birre al mondo, nonché bellissima esperienza per gli appassionati di questa adorabile bevanda;
Trinity College.. Prestigiosissima università tra le più antiche d’Irlanda, che vanta studenti del calibro di Oscar Wilde e Samuel Beckett. All’interno del complesso si trova la famosissima Old Library, meravigliosa biblioteca che custodisce libri antichissimi;
Kilmainham Goal.. Ex prigione, ormai diventata un importante sito turistico, che ha avuto tra i suoi “ospiti” più illustri numerosi leader delle campagne rivoluzionare che hanno interessato il paese negli anni, e che qui furono giustiziati. La visita è davvero molto interessante, ma avviene esclusivamente con una guida in lingua inglese;
Jameson Distillery.. Famosa distilleria impegnata nella produzione di un’altra delle eccellenze irlandesi, il whiskey.

Christ Church Cathedral.. Bellissima cattedrale in stile gotico-romanico dall’atmosfera veramente suggestiva.
St. Patrick Cathedral.. Ovviamente! La cattedrale nazionale dell’Irlanda protestante edificata in onore di san Patrizio, patrono dell’isola.
Dublinia.. Museo storico che racconta la storia vichinga e medievale della città. Davvero interessante;
Dublin Writers Museum.. Museo che raccoglie la storia della letteratura irlandese con manoscritti, ritratti e oggetti appartenuti agli scrittori che hanno fatto grande questa città;
Molly Malone Statue.. Icona di Dublino per eccellenza attorno a cui gravita una famosa leggenda secondo cui Molly portasse avanti una doppia vita..pescivendola di giorno e prostituta di notte, finché morì di malaria ancora in giovane età. Si narra che il suo fantasma ancora vaghi per Grafton Street spingendo il suo carretto del pesce. A lei è dedicata una delle più celebri canzoni della tradizione irlandese.
In un sabato pomeriggio prendiamo il nostro volo per tornare in Italia. Ancora una volta questa splendida nazione ci ha regalato momenti indimenticabili.. i suoi paesaggi mozzafiato, la forza della sua storia, la bellezza della sua gente, sono cose che ci restano ogni volta nel cuore. Rimetto su le mie cuffie e dal finestrino dell’aereo un meraviglioso sole sprigiona tutta la sua forza perdendosi tra le nuvole. L’Irlanda ci saluta così.


