Salutata la Comunità Valenciana, saltiamo sulla macchina presa in affitto e partiamo alla volta della regione di Castiglia-la Mancia in direzione della tappa successiva: Toledo.

Ho sentito spesso parlare di questa città, e i giudizi ogni volta entusiastici sono quel che mi hanno convinta che fosse arrivato il momento di incontrarci, e non appena la vedo apparire dal finestrino della macchina inizio ad intuire il perché. Per prima cosa voglio dirvi che l’Hotel che abbiamo scelto, il HACIENDA DEL CARDENAL, è una scelta vincente sotto ogni punto di vista.. E’ la base perfetta per partire alla scoperta di questo piccolo gioiello che è Toledo, è incantevole e suggestivo, ha una piccola ma particolarissima piscina perfetta per rigenerarsi dopo la giornata passata in giro, e un bel giardino con ristorante circondato dalle antiche mura arabe che proteggevano la città e che sembrano farlo ancora. Messe giù le valigie ci lanciamo subito alla esplorazione, il che prevede per prima cosa una pausa rifocillamento. Tra le varie brochure recuperate in hotel vedo che a circa venti minuti da noi si trova il MERCADO DE SAN AGUSTIN, una specie di mercato gastronomico a quattro piani in cui è possibile mangiare piatti tipici e bere a volontà, ed è lì che ci dirigiamo. Il posto merita davvero, ma col senno di poi mi tocca fare un paio di piccole precisazioni.. La prima è che quei venti minuti che al solo pensiero appaiono assolutamente fattibili, è come se fossero in realtà duecento se consideriamo che dovrete farli tutti attraverso vicoletti in salita.. sarà stato che alle 15 del pomeriggio il caldo non era esattamente al massimo della sua clemenza, sarà stato che la fame era tantissima, fatto sta che prima di svoltare l’ultimo angolo e vedere l’insegna del mercato, saluto mio marito dicendogli di non pensare a me, di lasciarmi pure indietro e salvarsi la vita (dopotutto anche quella idea era stata mia); e la seconda è che appena fuori dal nostro Hotel ci sono delle meravigliose scale mobili che vi porteranno su fino al cuore del centro storico, senza che vi ritroviate ad ansimare aggrappati alle ringhiere di uno dei suddetti vicoli.
Detto questo miracolosamente mi salvo anch’io, mangiamo con una gioia mai vista, buttiamo giù un paio di birre e proseguiamo col nostro mini tour e avendo poco tempo a disposizione ci affidiamo come sempre agli efficientissimi bus turistici a due piani. Il Bus parte dalla carinissima Plaza Zocodover, cuore della città, e tocca i punti salienti:
LA CATEDRAL PRIMADA, bellissima cattedrale in stile gotico assolutamente da visitare al suo interno;
ALCAZAR, il grande castello che domina tutta la città e che ospita il MUSEO DELL’ESERCITO in cui è possibile toccare con mano come l’esercito spagnolo si sia evoluto nei secoli;
QUARTIERE EBRAICO con le sue sinagoghe;

PUENTE DE ALCANTARA, piccolo ma molto suggestivo.
Scesi dal bus ci concediamo ancora qualche momento per perderci tra quelle stradine piene di storia in cui la sensazione è quella di essere ancora parte di un’altra epoca. Ogni cosa, dalle mura medievali, alle splendide porte moresche, alla luce meravigliosa che il tramonto regala a tutto ciò che ci circonda, mi conferma che questa è una città magica e senza tempo.
Torniamo in Hotel stanchi ma soddisfatti, ci immergiamo nelle fresche acque della piscina per riprendere conoscenza e lì, attraverso la merlatura delle mura che la circondano, mi godo il sole che si perde all’orizzonte. 

Qualche ora dopo (si, ora…in Spagna è sempre difficile riuscire a cenare prima delle 22), al ristorante LA CAVE, con una delle più buone hamburguesas mai mangiate cala il sipario su questa giornata intensa, con la testa già proiettata alla prossima tappa di questo piccolo on the road.
Piccolo consiglio spassionato del caso.. Quando scegliete l’Hotel, se la cosa non vi crea particolari disagi pratici, fatelo escludendo la colazione, perché ha sempre un costo spropositato a meno che non facciate un pasto tipo natale. Noi con 7 euro in due abbiamo fatto un’ottima colazione in un baretto poco fuori l’Hotel..il tutto a fronte dei 9 in più a testa che richiedeva invece l’Hacienda.


