Non potevo non dedicare lo spazio che merita a lei, la mia città, quella che mi ha vista nascere e che per 30 anni mi tenuta fra le sue braccia. Palermo è una città che fa innamorare chiunque. E’ la ex capitale di un regno glorioso le cui testimonianze sono ancora ben visibili in ognuno dei suoli angoli. E’ araba, è normanna, è spagnola. E’ caotica, è calda, è luminosa, è ospitale. E’ un miscuglio imperfetto di storia e culture che da voi si lascerà amare se avrete gli occhi giusti per guardarle.

Se il tempo a disposizione è poco, il mio consiglio è quello di dedicarsi in primis alla scoperta del percorso arabo-normanno che da circa due anni è entrato a far parte del Patrimonio dell’umanità Unesco. Percorrendo a piedi la vecchia Via Vittorio Emanuele vi troverete, per iniziare, davanti allo splendido prospetto della Cattedrale, considerata il “libro di storia di Palermo”. Al suo interno riposano le spoglie del grande imperatore Federico II, lo Stupor Mundi. Di grande interesse sono anche la cripta e il ricco tesoro di cui fa parte la tiara appartenuta a Costanza D’Aragona. Proseguendo di pochi passi e oltrepassando l’antica Porta Nuova potrete dedicarvi alla visita del Palazzo Reale o dei Normanni, costruito dagli arabi e divenuto poi residenza dei Re Normanni. Dal 1946 è sede del Parlamento Siciliano, il più antico d’Europa, e al suo interno potrete perdervi tra le numerose splendide sale riccamente decorate, e ammirare la meravigliosa Cappella Palatina, i cui decori sfarzosi vi lasceranno senza fiato. Prossimo step del vostro percorso è la piccola Piazza Bellini, su cui sorgono due dei monumenti simbolo della città: La Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (meglio nota come La Martorana) e quella di San Cataldo. La prima famosa per i bellissimi mosaici bizantini che la ricoprono per buona parte, la seconda esempio tipico della cultura architettonica araba con le sue inconfondibili cupole rosse. Giunti a questo punto non mancate di riempirvi gli occhi con la bellezza di Piazza Pretoria e la sua celebre fontana del ‘500 che, a causa delle numerose statue nude che la popolano, ha fatto sì che la Piazza si guadagnasse tra i palermitani il soprannome di Piazza della Vergogna. Ultima, e non certo per importanza, tappa di questo percorso è la visita al Castello della Zisa, residenza estiva dei re, dalle decorazioni di tipica ispirazione islamica. Sull’arco d’ingresso al suo interno troverete il famoso affresco detto dei “Diavoli della Zisa” e il Museo Di arte Islamica che ospita reperti provenienti da tutta l’area del Mediterraneo.

Se i giorni a vostra disposizione dovessero andare oltre il tempo di una semplice toccata e fuga poi ricordatevi che Palermo è un autentico scrigno di tesori che aspetta solo di essere scoperto. Addentratevi nel caotico mondo dei mercati rionali de Il Capo e Ballarò, fermatevi ad annusare i banchi delle spezie e ad assaggiare i prodotti tipici, concedetevi una passeggiata sul lungomare del Foro Italico, visitate le decine e decine di chiese che affollano il centro storico.
Per gli amanti della storia Palermo è anche ricca di antichi palazzi nobiliari di notevole valenza, che raccontano la storia di quelle famiglie che li hanno abitati contribuendo a fare grande la città. Tra i tanti vi segnalo Palazzo Mirto, Palazzo Valguarnera Gangi, Palazzo Alliata di Villafranca, Palazzo Chiaramonte Steri e la Palazzina Cinese.
Nel caso in cui dovesse avanzarvi ancora un po’ di tempo invece provate ad uscire dai percorsi più classici e avventuratevi tra le memorie sepolte della Palermo sotterranea, sicuramente meno nota ma tutta da scoprire attraverso i Qanat Arabi, le celebri Catacombe di Porta D’Ossuna e l’itinerario, tra mito e verità, sulle orme dell’antica setta segreta dei Beati Paoli. Affidatevi a un buon tour operator locale e non ve ne pentirete.
Capitolo a parte per quel che riguarda i piaceri della tavola…
Nascere e crescere a Palermo vuol dire avere l’enorme fortuna di portarsi dietro per sempre radici importanti e tradizioni profonde. Una su tutte, quella culinaria, è uno dei grandi motori che muove questa città, ed è ciò che rende impossibile ad ogni palermitano come me dimenticare certi profumi e sapori. Perciò non stupitevi se i suoi abitanti metteranno la stessa passione nel narrarvi le meraviglie dei palazzi storici nascosti tra i vicoli del centro storico, e le gioie che un panino con la milza, rigorosamente “maritato”, può darvi. Abbiate pertanto cura di arrivare preparati ad un vero e proprio tour gastronomico per cui l’unica regola è dimenticarsi delle calorie.

Pilastro indiscusso della cucina palermitana è la già menzionata Antica Focacceria S. Francesco, nata nel lontano 1834 e diventata nel tempo una vera e propria istituzione per la città. Qui troverete tutti i tipici piatti della tradizione palermitana, dal classico street food a quelli più sfiziosi come i celebri anelletti al forno o la pasta con le sarde, da gustare, soprattutto in estate, in una piccola piazzetta senza tempo all’ombra della bella basilica di San Francesco D’assisi. Se vi trovate nei pressi di Piazza Marina, non potrete esimervi dal fare tappa da Franco ù Vastiddaru, locale alquanto spartano e senza grandi pretese per gli occhi. Se la vostra priorità dunque non è l’estetica siete nel posto giusto! Anche qui troverete prettamente street food e a fine pasto sarete ampiamente stupiti dal rapporto qualità-prezzo. Godetevi il vostro antipasto caldo e non ve ne pentirete. Esattamente di fronte l’ingresso dell’Orto Botanico si trova il famosissimo Bar Touring. Noto principalmente per le arancine bomba dalle dimensioni generose, offre una grande varietà di pezzi di rosticceria per tutti i gusti, vegetariani compresi, ed è quasi sempre meta di spuntini notturni per tanti palermitani. La antica via Maqueda è costellata di bar pasticcerie per tutti i gusti. Nessuno di questi vi lascerà delusi, ma una particolare menzione va al Makeda Food & Sweet e al Bar Ruvolo in cui è possibile fermarsi sia per un veloce ristoro a base di dolci di ogni genere, sia per un pranzo informale.
Se vi siete spinti fino al bellissimo Palazzo dei Normanni allungate la vostra tabella di marcia di qualche passo e spingetevi fino alla vicina Via Colonna Rotta in cui troverete la antica Pasticceria Cappello, nata come latteria nel secondo dopoguerra e diventata oggi una delle migliori pasticcerie italiane storiche. Pezzo forte della produzione è la famosa torta setteveli, un vero e imperdibile must per gli amanti del cioccolato. Ancora nei pressi della via Maqueda sorgono la Trattoria Ferro di Cavallo e il Vecchio Club Rosanero, entrambi perfetti se ci si vuole tuffare nei piatti della tradizione senza spendere troppo. Nel caso del secondo non lasciatevi intimorire dall’ingresso nel contesto non proprio nobiliare, una volta dentro l’atmosfera è cordiale e ospitale. Se quello che volete è invece un pasto un po’ più “ricercato” allora quello che fa per voi è la Trattoria del Massimo. Situata alle spalle del grande teatro lirico offre solitamente un menù a un più che onesto prezzo fisso fatto da una ricca varietà di antipasti a buffet e primi e secondi prevalentemente di pesce tutti di ottima qualità.

Per gli spiriti più avventurosi dotati di un mezzo proprio consiglio invece una puntata nel piccolo borgo marinaro di Sferracavallo dove potrete scegliere tra un’ampia varietà di ristoranti rigorosamente a base di pesce fresco e a prezzi davvero commoventi, e ovviamente un giro a Mondello, in cui tra un aperitivo a base di polpo appena pescato e una sarda a beccafico per cena, potrete assaggiare dei cannoli tra i più buoni della città presso il bar Antico Chiosco.
Il posto d’onore lo lascio invece ai mercati rionali, croce e delizia di questa città. Concedetevi la possibilità di immergervi tra i loro vicoli come già detto prima, assaporatene i suoni e gli odori e, se avete uno stomaco forte e temerario, lasciatevi tentare dalle frattaglie in vendita presso le tante bancarelle, per molti ma decisamente non per tutti!
Per il resto..Palermo ha davvero una grandissima scelta, e quelli sopracitati non sono che una goccia in un mare di possibilità. Non abbiate paura di assaggiare e ricordatevi di non rifiutare mai niente, perchè da noi il cibo è sacro.


